Lavoro autonomo occasionale: le nuove regole

Il 21 dicembre 2021 è entrato in vigore l’art. 13 del D.L. n. 146/2021, convertito con modificazioni dalla Legge n. 215/2021, che al comma 1, lettera d), riscrive l’art. 14 del D.Lgs. n. 81/2008 e introduce l’obbligo di comunicare l’avvio dell’attività di un lavoratore autonomo occasionale.

La nuova disposizione ha lo scopo di svolgere attività di monitoraggio e contrastare forme elusive nell’utilizzo di questa tipologia contrattuale.

D.L. n. 146/2021, convertito con modificazioni dalla Legge n. 215/2021, art. 13, comma 1, lettera d)


L'articolo 14 [del D.Lgs. n. 81/2008] è sostituito dal seguente:
«Art. 14 (Provvedimenti degli organi di vigilanza per il contrasto del lavoro irregolare e per la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori).
- 1. Ferme restando le attribuzioni previste dagli articoli 20 e 21 ((...)) del decreto legislativo 19 dicembre 1994, n. 758, al fine di far cessare il ((pericolo per la salute)) e la sicurezza dei lavoratori, nonché di contrastare il lavoro irregolare, l'Ispettorato nazionale del lavoro adotta un provvedimento di sospensione, quando riscontra che almeno il 10 per cento dei lavoratori presenti sul luogo di lavoro risulti occupato, al momento dell'accesso ispettivo, senza preventiva comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro ((ovvero inquadrato come lavoratori autonomi occasionali in assenza delle condizioni richieste dalla normativa,)) nonché, a prescindere dal settore di intervento, in caso di gravi violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza del lavoro di cui all'Allegato I. ((Con riferimento all'attività dei lavoratori autonomi occasionali, al fine di svolgere attività di monitoraggio e di contrastare forme elusive nell'utilizzo di tale tipologia contrattuale, l'avvio dell'attività dei suddetti lavoratori è oggetto di preventiva comunicazione all'Ispettorato territoriale del lavoro competente per territorio, da parte del committente, mediante SMS o posta elettronica. Si applicano le modalità operative di cui all'articolo 15, comma 3, del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81. In caso di violazione degli obblighi di cui al secondo periodo si applica la sanzione
amministrativa da euro 500 a euro 2.500 in relazione a ciascun lavoratore autonomo occasionale per cui è stata omessa o ritardata la comunicazione. Non si applica la procedura di diffida di cui all'articolo 13 del decreto legislativo 23 aprile 2004, n. 124)). Il provvedimento di sospensione è adottato in relazione alla parte
dell'attività imprenditoriale interessata dalle violazioni o, alternativamente, dell'attività lavorativa prestata dai lavoratori interessati dalle violazioni di cui ai numeri 3 e 6 dell'Allegato I. Unitamente al provvedimento di sospensione l'Ispettorato nazionale del lavoro puo' imporre specifiche misure atte a far cessare il pericolo per la sicurezza o per la salute dei lavoratori durante il lavoro.

Chi sono i lavoratori autonomi occasionali

L’art. 2222 del codice civile reca la disciplina del contratto d’opera per la quale, «quando una persona si obbliga a compiere verso un corrispettivo un’opera o un servizio, con lavoro prevalentemente proprio e senza vincolo di subordinazione nei confronti del committente, si applicano le norme di questo capo, salvo che il rapporto abbia una disciplina particolare nel libro IV».

Sono lavoratori autonomi occasionali quei prestatori d’opera (lavoratori) che si obbligano a compiere – in via eccezionale, episodica e comunque non ricorrente e non abituale, quindi non nell’esercizio di una attività professionalmente organizzata – verso un corrispettivo, un’opera o un servizio, con lavoro prevalentemente proprio e senza vincolo di subordinazione nei confronti del committente.

Cosa è cambiato dal 21 dicembre 2021

Per i rapporti di lavoro occasionale non era (e continua a non essere) richiesta la preventiva comunicazione al Centro per l’Impiego.

Tuttavia, il D.L. n. 146/2021 prevede, per tutti i rapporti avviati dopo il (e per quelli in essere al) 21 dicembre 2021, l’obbligo della preventiva comunicazione all’Ispettorato del Lavoro territorialmente competente in ragione del luogo in cui si svolgerà la prestazione lavorativa.

Quando adempiere al nuovo obbligo

Con la nota n. 29 dell’11 gennaio 2022, l’INL – Ispettorato Nazionale del Lavoro ha fornito le prime indicazioni utili al corretto adempimento dell’obbligo di comunicazione dell’avvio dell’attività di un lavoratore autonomo occasionale, e ha spiegato che l’obbligo interessa esclusivamente i committenti che operano in qualità di imprenditori.

È necessaria la preventiva comunicazione all’Ispettorato del Lavoro territorialmente competente per tutti i rapporti di lavoro occasionale avviati dopo il 21 dicembre 2021, nonché per tutti quelli avviati prima e ancora in corso all’11 gennaio 2022.

Per tutti i rapporti in essere all’11 gennaio 2022, così come per quelli iniziati dal 21 dicembre e già cessati, la comunicazione deve essere effettuata entro il 18 gennaio 2022.

Per i rapporti avviati dopo l’11 gennaio 2022, la comunicazione deve essere effettuata prima dell’inizio della prestazione del lavoratore autonomo occasionale, eventualmente risultante dalla lettera di incarico.

Come adempiere al nuovo obbligo

La comunicazione deve essere inoltrata all’Ispettorato del Lavoro territorialmente competente, in ragione del luogo ove si svolgerà la prestazione.

A regime, la procedura potrà essere trasmessa in via telematica con le modalità previste dall’art. 15, comma 3, del D.Lgs. n. 81/2015 per le comunicazioni del datore di lavoro per i lavoratori intermittenti.

Fin quando il Ministero del Lavoro non aggiornerà l’applicazione telematica, la comunicazione deve essere effettuata mediante l’invio di un’e-mail allo specifico indirizzo di posta elettronica ordinario messo a disposizione di ciascun Ispettorato territoriale.

Quali sono le sanzioni

In caso di mancata o ritardata comunicazione è prevista una sanzione amministrativa da 500 a 2.500 euro per ogni lavoratore autonomo occasionale la cui comunicazione preventiva è stata omessa o presentata in ritardo (cioè dopo l’inizio della prestazione lavorativa).

Cosa scrivere nella comunicazione

Nell’attesa che il Ministero del Lavoro aggiorni l’applicazione telematica, la comunicazione potrà essere inserita nel corpo dell’e-mail da inviarsi allo specifico indirizzo di posta elettronica ordinario messo a disposizione di ciascun Ispettorato territoriale.

Essa deve contenere i seguenti elementi minimi:
– DATI DEL COMMITTENTE (cognome e nome o ragione sociale, sede legale, codice fiscale e partita IVA)
– DATI DEL LAVORATORE AUTONOMO OCCASIONALE (cognome e nome, data e luogo di nascita, residenza e codice fiscale)
– INDIRIZZO DEL LUOGO DELLA PRESTAZIONE LAVORATIVA DEL LAVORATORE AUTONOMO OCCASIONALE (presso il suo studio, presso la sua abitazione ovvero presso la sede del committente)
– DESCRIZIONE (SINTETICA) DELL’ATTIVITÀ LAVORATIVA SVOLTA DAL LAVORATORE AUTONOMO OCCASIONALE
– AMMONTARE DEL COMPENSO (se stabilito al momento dell’incarico)
– DATA DI AVVIO DELLA PRESTAZIONE OCCASIONALE
– DURATA DELLA PRESTAZIONE OCCASIONALE (in giorni, settimane o nel mese).

Se la prestazione non sarà compiuta nell’arco temporale indicato nella durata della prestazione occasionale, occorrerà effettuare una nuova comunicazione (purché non sia superato il limite temporale previsto dalla norma per le prestazioni occasionali).

Sebbene non sia espressamente previsto, pare opportuno allegare all’email anche la lettera di incarico, la quale specificherà con maggiore dettaglio la prestazione lavorativa occasionale che dovrà essere svolta.

Mancando i dati necessari, la comunicazione sarà considerata omessa e l’Ispettorato del Lavoro territorialmente competente comminerà la relativa sanzione amministrativa.

Le comunicazioni già trasmesse potranno essere annullate o rettificate in qualsiasi momento, purché prima dell’inizio dell’attività del prestatore.