Per qualsiasi individuo, impresa o ente, il rapporto con il fisco è inevitabilmente conflittuale.

Ciò non dipende soltanto dal fatto che il prelievo viene solitamente percepito – talvolta a ragion veduta – come un abuso o un’indebita appropriazione, ma dipende principalmente da un fisiologico disallineamento – per non dire conflitto – tra gli interessi perseguiti: da un lato lo Stato che, almeno in linea di principio, aspira al benessere della collettività; dall’altro lato gli individui che, più immediatamente, aspirano al benessere personale.

In ogni caso, nessuna considerazione di carattere o contenuto economico può reputarsi seria e attendibile se non tiene conto dell’ineluttabilità del carico fiscale.

Tuttavia, l’applicazione della norma tributaria non implica il passivo assoggettamento a una sequela di adempimenti, ma impone di acquisire una piena consapevolezza, cioè di svolgere un’approfondita analisi preventiva, che consenta di cogliere le opportunità e comunque conduca a scelte più oculate.

Le persone fisiche, i professionisti, i lavoratori autonomi e le imprese che ci onoriamo di assistere, ricevono un’informativa costante e puntuale sulle implicazioni fiscali delle scelte economiche che desiderano compiere.